Albergo Diana

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Viale Piave, 42, Milano, MI, Italia

«Abbasso la violenza! Abbasso la morte!», parole pronunciate da Filippo Turati al Teatro del popolo di Milano la sera del 2 aprile 1921, in commemorazione delle vittime della bomba al Teatro Diana

L’Albergo Diana (oggi Sheraton Diana Majestic) sorge in zona Porta Venezia negli spazi occupati a fine Ottocento dagli omonimi Bagni.

Realizzati nel 1842 dall’architetto Andrea Pizzala, erano la prima piscina pubblica d’Italia, con una vasca di 100m di acqua della Gerenzana, rio alimentato dal Naviglio della Martesana. Lo stabilimento balneare comprendeva anche 120 cabine, un ristorante, un ippodromo, un tiro a segno e un ampio giardino di salici e pioppi. Nel 1886 avevano aperto l’ingresso alle donne e nel 1896 erano stati filmati da Giuseppe Filippi per conto dei fratelli Lumière.

La zona aveva acquisito nuovo valore immobiliare con l’espansione urbanistica e questo aveva portato alla costituzione di una Società Anonima Diana Kursaal, che aveva acquistato l’area per costruirci un grande centro polifunzionale, con albergo, ristorante, sala da ballo, teatro da 850 posti teatro e, fino al 1946, anche uno sferisterio per il gioco della pelota basca (poi sostituito da quello di via Palermo). La piscina, che in un primo momento si voleva mantenere, era stata sostituita con un giardino e una pista da pattinaggio su ghiaccio. Il complesso copriva complessivamente un’area di 125mila metri quadrati.

Il nuovo edificio, progettato da Achille Manfredini, era stato inaugurato il 1 ottobre 1908. L’ingresso su viale Monforte (oggi Via Piave) era stato preso d’assalto dai curiosi che assistevano al via vai delle carrozze. L’albergo era dotato di tutti i moderni comfort: bagni nelle stanze, luce elettrica, telefono in ogni piano, sistema di riscaldamento centralizzato a doppia caldaia e impianto di aspirazione delle polveri; era quindi rapidamente diventato uno dei simboli del liberty italiano e della Belle Epoque.

Nel 1914 aveva ospitato la prima edizione dell’EICMA, il salone del motociclo.

Il 21 marzo 1921 era stato però oggetto di un gravissimo attentato, nel quale erano rimaste uccise 21 persone e ferite altre 80. L’azione, di matrice anarchica, derivava dalla convinzione che il questore Giovanni Guasti abitasse sopra il teatro. Tra gli attentatori era stato individuato un ragazzo calabrese, Antonio Pietropaolo, subito arrestato; altre 18 persone erano state fermate nei giorni seguenti.

Immediatamente dopo, per rappresaglia, una squadra fascista aveva attaccato e distrutto le sedi de “L’Avanti!” in via San Gregorio e di “Umanità Nuova” in via Goldoni, aprendo la triste stagione delle violenze nere.

Mussolini sul “Popolo d’Italia” del 24 marzo aveva scritto: “L’eccidio di ieri sera solleverà una formidabile ondata di sdegno e di odio. L’attentato è stato non solo barbarico e crudelissimo, ma inutile e stupido”.

I fascisti avevano approfittato dell’eccidio per reprimere i movimenti popolari e assumere il ruolo di protagonisti nelle manifestazioni di cordoglio; inoltre gli anarchici erano stati isolati dal governo e dai mezzi di informazione borghesi, e il difficile rapporto tra anarchici e socialismo si era notevolmente inasprito.

Il processo, iniziato il 9 maggio del 1922 alla Corte d’assise di piazza Fontana (nella stessa aula dove era stato processato Gaetano Bresci, autore dell’omicidio di re Umberto I a Monza nel luglio del 1900) aveva condannato all’ergastolo tre giovani e altri sedici a pene tra i 15 e i 4 anni di carcere.

Nel 1922 l’edificio era stato poi restaurato da Giuseppe De Finetti, assumendo la conformazione attuale. Nel 1928 il teatro era stato trasformato in un cinema.

A causa dell’idiosincrasia di Mussolini per gli appellativi stranieri, il nome dell’albergo era stato poi trasformato in “Diana Maestoso”.

Dopo l’8 settembre viene occupato dai tedeschi che ne fanno la prima sede del loro comando, poi trasferito al Regina.

Si dice che il duce abbia trascorso qui la sua ultima notte a Milano, nell’aprile del 1945, prima di partire per il lago di Como.

L’albergo è stato rinnovato nel 1998 e tuttora fa parte della catena Sheraton, che lo ha acquistato nel 1994, con il nome di Diana Majestic, mentre il cinema è stato trasformato nel 2001 in sala per le sfilate della casa di moda fiorentina Gucci.

Sitografia

https://milano.repubblica.it/cronaca/2011/08/31/news/

https://stragedistato.wordpress.com/tag/il-tragico-attentato-al-teatro-diana/

Bibliografia:
  • AA. VV., Il Kursaal Diana in Milano , in “L'Edilizia moderna”, 1909, 9.
  • V. Mantovani, Mazurka blu: la strage del Diana , Rusconi, Milano 1979.
  • L. Borgomaneri, Hitler a Milano , Datanews, Roma 1997.
  • V. Mantovani, Anarchici alla sbarra , Il Saggiatore, Milano 2007.