Albergo Regina

Autore:
Mirco Carrattieri, Patrizia Baldi
Indirizzo:
Via Santa Margherita, 6, Milano, MI, Italia

«Per la memoria del passato, la comprensione del presente, la difesa della democrazia, il rispetto dell’umanità», dal testo della lapide posta sull’Albergo Regina nel 2010

L’Albergo Regina è un lussuoso hotel sorto a fine Ottocento in un palazzo signorile in via dei Librai, poco distante da un’antica osteria aperta nel XVI secolo nel vecchio rione Rebecchino.

Tra il 10 e il 12 settembre 1943 l’Albergo viene occupato dalla divisione Waffen SS Adolf Hitler. Il 13 settembre viene quindi requisito, circondato da barriere di filo spinato e illuminato da potenti cellule fotoelettriche.

In esso si insedia il comando della Sicherheitspolizei (SIPO-SD, Polizia di sicurezza), che comprende la Gestapo, la polizia politica, la Kripo, la polizia criminale e il Sicherheitsdienst, il Servizio di Sicurezza delle SS; qui ha sede anche l’Ufficio IV B4, incaricato della persecuzione antiebraica.

Il comando interregionale è affidato al colonnello Walter Rauff, l’inventore dei Gaswagen, i camion della morte che avevano ucciso con i gas di scarico migliaia di ebrei in Europa orientale. Quello interprovinciale spetta al capitano Theodor Saevecke, responsabile dell’Aussenkommando di Milano (AK Mailand), che coordina la repressione antipartigiana.

Ben presto, all’interno del sistema di polizia nazista, il “Regina” diventa il principale centro per la cattura e la detenzione di partigiani e civili sospettati di collaborare attivamente con la Resistenza, in strettissima connessione con i corpi di polizia e le forze armate della Repubblica Sociale Italiana (Rsi). All’ultimo piano si trovano le celle di sicurezza, dove le vittime vengono sottoposte a lunghi interrogatori e torture, poi mandate al carcere di San Vittore e di qui in molti casi al binario 21 della stazione Centrale per essere deportate. Per i milanesi diventa tristemente noto come “Hotel Gestapo”.

Qui si tengono anche gli interrogatori degli ebrei, effettuati dal maresciallo capo delle SS, Otto Koch, che ne persegue in modo personalistico ed efferato la persecuzione in città, come anche a Villa Luzzatto in via Marenco 5, ma soprattutto nel carcere di San Vittore. Si tratta di interrogatori volti a estorcere in modo violento nomi e indirizzi di altri ebrei e il nascondiglio dei loro beni.

Dal Regina passano molti protagonisti della Resistenza milanese, come Angelo Scotti, Aldo Rovelli, Roby Lepetit, Jusuf Roberto Mandel, Don Giovanni Barbareschi. Vi viene condotto anche Ferruccio Parri, anima della Resistenza e vicecomandante del Corpo Volontari della Libertà, arrestato casualmente nel gennaio 1945. Alcuni partigiani, guidati da Edgardo Sogno, tentano di salvarlo, ma vengono catturati e pestati dalle SS.

Vi bazzicano inoltre carnefici come Luca Ostèria, alias dottor Luca Modesti, famigerato agente dell’OVRA; e ad aprile vi viene condotto anche Rodolfo Graziani.

Il 27 aprile 1945 il capitano dell’OSS Emil Daddario prende possesso dell’edificio. Le SS, sotto le armi puntate dai partigiani, lasciano l’Hotel Regina il 30 in una scena immortalata dalle cineprese della V Armata statunitense.

Oggi l’Albergo Regina non esiste più; ma sulle pareti dell’edificio, ora adibito a uffici, è stata apposta il 22 gennaio 2010 una targa commemorativa, davanti alla quale si svolgono abitualmente le cerimonie cittadine per il 27 gennaio.

Sitografia

https://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article466

http://www.sonda.life/rubriche/i-fatti-ieri-e-oggi/lalbergo-regina/

http://www.fiapitalia.it/storia-della-fiap/albergo-regina

Bibliografia:
  • L. Valiani, Milano, Parri, la Resistenza , in “La Nuova Antologia”, 1980, 2134, pp. 321 ss.
  • L. Borgomaneri, Hitler a Milano , Datanews, Roma 1997.
  • G.M. Cavallarin, a cura di, Albergo Regina & Metropoli. Via Santa Margherita ang. via Silvio Pellico, Milano, 13 settembre 1943-30 aprile 1945. La storia raccontata da una lapide , Milano 2010.
  • A. Quatela, Hotel Gestapo , Mursia, Milano 2016.
  • Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) , ricerca della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, (Edizione 2001. Altri nomi trovati), Milano 2002.