Arcivescovado

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Piazza Fontana, 2, Milano, MI, Italia

«Non lamento, ma azione è il precetto dell’ora», dal radiomessaggio natalizio 1942 di Pio XII

Il palazzo arcivescovile attuale risale al XVI secolo, quando Carlo Borromeo ne affida il rifacimento a Tibaldi. La facciata si deve alla ristrutturazione di Piermarini del 1784.

L’8 settembre 1929 fa il suo ingresso in diocesi Alfredo Ildefonso Schuster (1880-1954), monaco benedettino e illustre liturgista.

Schuster viene salutato dal regime come vescovo concordatario e in effetti mostra vari segnali di allineamento; ma prevale il suo impegno a difesa delle prerogative della Chiesa: nel 1931 non partecipa all’inaugurazione della stazione centrale per protesta contro le aggressioni subite dall’Azione Cattolica; e nel 1938 si schiera apertamente contro le leggi razziali (la cosa costa il posto a Sante Maggi, direttore de “L’Italia”).

Negli anni della Seconda guerra mondiale Schuster assume il ruolo di “defensor civitatis”: non abbandona mai Milano, nemmeno durante i bombardamenti del 1943; soccorre e ospita sbandati e sfollati; istituisce un ufficio informazioni per militari e dispersi; chiede soccorsi al Vaticano. E promuove opere specifiche come la Carità dell’Arcivescovo, affidata a Carlo Bianchi, che poi muore fucilato a Fossoli nel luglio 1944.

Importante anche il ruolo politico di Schuster. Egli deplora le più cruente violenze dell’occupante; e si spende per salvare tanti antifascisti reclusi a San Vittore (il caso più noto è quello di Indro Montanelli).

Ma cerca anche una mediazione tra le forze in campo per evitare guai ulteriori alla comunità milanese. Fin dal febbraio 1945, tramite don Bicchierai, tratta con le autorità tedesche per impedire danni alle infrastrutture; e con i partigiani per evitare una insurrezione armata. L’ultimo disperato tentativo è quello del 25 aprile 1945. Quel giorno accoglie in Arcivescovado il generale Wolff per negoziare la resa. Nel pomeriggio arriva poi Mussolini, con cui Schuster si intrattiene in un lungo colloquio, chiedendogli di accettare la capitolazione e offrendogli ospitalità in attesa della consegna agli alleati.

I rappresentanti del Clnai (guidati da Cadorna) chiedono la resa incondizionata, Mussolini è disponibile, ma Graziani si appella ai tedeschi. Saputo che questi stanno già trattando senza averlo informato, Mussolini abbandona la riunione dicendo di volere un chiarimento, ma in realtà predisponendo la fuga, che si conclude tragicamente sul lago di Como.

Anche nel dopoguerra la Curia rimane un punto di riferimento importante per la società milanese, come dimostra il progetto “Domus Ambrosiana”, che fornisce una casa con affitti agevolati ad oltre 200 nuclei familiari.

Sitografia

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00078/

https://comunitambrosiana.org/2013/08/06/defensor-civitas-il-beato-card-schuster-e-milano/

https://www.chiesadimilano.it/news/arte-cultura/25-aprile-1945-il-drammatico-incontro-fra-il-cardinal-schuster-e-mussolini-32235.html

Bibliografia:
  • I.Schuster, Gli ultimi tempi di un regime , La Via, Milano 1946 (ora Ned, Milano 1995).
  • P. Beltrame Quattrocchi, Al di sopra del gagliardetti. L'arcivescovo Schuster: un asceta benedettino nell'era fascista , Marietti, Casale 1985.
  • AA.VV., Domus Ambrosii , Milano 1994.
  • E. Cavaterra, Salvate Milano! , Mursia, Milano 1995.
  • C. Bianchi Iacono, Aspetti dell'opposizione dei cattolici di Milano alla Repubblica Sociale Italiana , Morcelliana, Brescia 1998.
  • L. Crivelli, Nell’ora di Barabba. Il cardinal Schuster nella seconda guerra mondiale , San Paolo, Cinisello 2004.