Arena Civica

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Viale Giorgio Byron, 2, Milano, MI, Italia

«In omaggio al testamento spirituale del caduto, non ci saranno rappresaglie», comunicato ufficiale del Fascio repubblicano milanese, 18 dicembre 1943

L’edificio è progettato da Luigi Canonica sul modello dell’anfiteatro Massimo e costruito con pietre ricavate dalle fortificazioni spagnole del Castello Sforzesco. Viene inaugurato nel 1807 alla presenza di Napoleone, ma concluso nel 1813 con il completamento dell’Arco della Pace del Cagnola; poteva contenere 30.000 persone, all’epoca un quarto dell’intera popolazione.

Nel primo Ottocento funziona come Anfiteatro per naumachie, corse di cavalli, giochi pirotecnici, spettacoli circensi, pattinaggio. Nel 1870 diviene Arena Civica, ospitando i campionati di ciclismo (1895) e l’esordio della nazionale italiana di calcio (1910). Dal 1930 vi si svolgono anche le partite dell’Inter.

Il 19 dicembre 1943 ha luogo qui la prima fucilazione di antifascisti nella Milano occupata. Per rappresaglia dell’attentato gappista al commissario del fascio Aldo Resega un tribunale militare straordinario fascista, costituito dal generale Solinas, condanna a morte 8 detenuti politici prelevati da San Vittore (e del tutto estranei all’evento) con l’accusa di essere “responsabili di omicidi, di rivolta contro i poteri dello Stato, d’incitamento alla strage, detentori di armi e munizioni, di apparecchi radio trasmittenti e di materiale di propaganda comunista”. La fucilazione ha luogo il giorno 20, per mano di militi della Legione “Muti”.

Le vittime sono: Carmine Campolongo (Ortanova-FG, 1899); Fedele Cerini (Cuvio, 1914), manovale; Giovanni Cervi (Gattatico-RE, 1903), capo dell’ufficio tecnico della Caproni e membro di GL; Luciano Gaban; Alberto Maddalena; Carlo Leone Mendel (Sestri Levante, 1915), di famiglia ebrea, fisico, collaboratore dei Gap; Giuseppe Ottolenghi (Milano, 1921), figlio del socialista Giorgio e appartenente alla 110° Brigata Beppe; Amedeo Rossin (Pressana San Sebastiano-VR, 1923). Capolongo, Gaban, Maddalena, Cerini e Rossin erano legati al gruppo “Cinque Giornate” di San Martino di Vallalta (Varese). Il 31 dicembre altri cinque partigiani vengono fucilati al Poligono di tiro della Cagnola.

La strage dell’Arena viene ricordata da un cippo con la scritta «qui caddero per la causa della libertà il 19 dicembre 1943»; nel 1963 viene anche apposta una targa all’esterno dell’edificio. Nel novembre 1945 i membri del tribunale speciale vengono condannati a morte dalla Cas di Milano, ma le condanne vengono poi annullate in Cassazione.

Nel 2002 l’Arena è stata intitolata a Gianni Brera. Nel 2017 vi si è svolto il torneo –evento Calcio e Resistenza.

Sitografia

http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=1614

http://mi4345.it/arena-civica/

http://storiedimilano.blogspot.com/2015/03/larena-di-milano.html

Bibliografia:
  • AA.VV., Otto criminali giustiziati , in “Corriere della sera”, 20 dicembre 1943.
  • F. Giannantoni, Fascismo e società nella Repubblica sociale italiana (Varese 1943-1945) , Angeli, Milano 1984, pag. 692.
  • M. Griner, La “pupilla” del Duce. La Legione autonoma mobile Ettore Muti , Bollati Boringhieri, Torino 2004, p. 116.
  • C. De Biaggi, Storie resistenti , Consiglio di zona 4, Milano 2009, pp. 49-51.
  • M. Lunardini, I fantasmi dell'Arena Civica , Milieu, Milano 2013.