Comasebit

Autore:
Patrizia Baldi
Indirizzo:
Via Amedei, 3, Milano, MI, Italia

«Inizia così l’attività di assistenza che vide la completa dedizione di questi uomini e di altri che si aggiunsero».
Guido Di Veroli


(Archivio Fondazione CDEC, Fondo Organizzazioni ebraiche di soccorso)

A partire dal 1933, con la presa del potere in Germania da parte di Hitler, nascono in Italia diversi comitati di assistenza verso i profughi ebrei fuoriusciti, che si uniscono al fiume dei profughi provenienti dall’Europa Orientale. Si tratta di comitati di soccorso che sorgono ad opera delle locali comunità israelitiche italiane e delle organizzazioni ebraiche. Se il centro dell’assistenza all’emigrazione verso la Palestina fino a quel momento è stato il Comitato di Trieste, operante dal 1920, il polo di coordinamento delle attività a favore dei migranti e dei profughi tedeschi, vale a dire il Comitato esecutivo pro ebrei di Germania, si sposta a Roma, presso l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, l’ente che dal 1930 raggruppa obbligatoriamente tutte le comunità ebraiche del Regno. Questo comitato centrale, a causa dell’assenza di un’autorevolezza che fornisca la coesione sufficiente per guidare le locali attività assistenziali comunitarie, perde rapidamente di credibilità e di efficacia.

In questo panorama, prendono forza i comitati di soccorso locali maggiormente motivati, tra i quali il Comitato di assistenza per gli ebrei profughi dalla Germania di Milano. Dal momento che buona parte dei profughi, oltre un terzo, tende a stabilirsi a Milano, la gestione efficace di una situazione complessa consente al comitato milanese di raggiungere in poco tempo una posizione rilevante a livello nazionale. Il 20 novembre 1938 il Consiglio del comitato milanese decide di assumere il nome di Comitato di Assistenza per gli Ebrei in Italia, Comasebit, dal momento che al soccorso agli stranieri si aggiunge quello agli ebrei italiani perseguitati dal regime fascista. La sede è in via Amedei 3 (dopo il 1 luglio 1939 si sposterà in viale Vittorio Veneto 12) ed è diretta da Renzo Luisada e da Umberto Nahon, redattore della rivista Israel. Nel comitato non compare il nome di Raffaele Cantoni, una delle figure più rappresentative del periodo nell’ambito dell’ebraismo italiano, a causa del suo passato antifascista. Cantoni comprende l’importanza dell’assistenza ai correligionari profughi ed emigranti.

L’ente ha come scopo sia il sostegno ai profughi ebrei privi di mezzi che l’aiuto a superare le innumerevoli difficoltà per portare a buon fine l’emigrazione di un singolo o di una famiglia. Il Comasebit viene sciolto nell’agosto del 1939, formalmente perché non autorizzato dal governo, in realtà perché gravato dai sospetti di attività antifascista. E’ un momento durissimo per le comunità ebraiche locali come per l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, spaccate sull’atteggiamento da assumere nei confronti del governo, dopo il varo dei provvedimenti antiebraici e sotto gli effetti dei provvedimenti stessi.

Sarà il neopresidente dell’Unione, Dante Almansi, eletto nel novembre del 1939, a caldeggiare insieme a Raffaele Cantoni una nuova associazione con i medesimi scopi. Dopo la soppressione del Comasebit, il governo realizza che l’assenza di un’organizzazione assistenziale frena la partenza degli ebrei e quindi permette l’istituzione di un nuovo ente, a condizione che sia direttamente sottoposto all’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, più facilmente controllabile dal Ministero dell’Interno.

La nuova organizzazione, denominata Delegazione per l’assistenza agli emigranti ebrei, Delasem, viene fondata dall’Unione nel dicembre del 1939. L’ ufficio centrale sarà a Genova, città da cui partono la maggior parte degli emigranti e non lontana dal confine francese, mentre le rappresentanze vengono aperte presso ogni comunità israelitica. La direzione è conferita all’avvocato Lelio Vittorio Valobra. La Delasem sarà l’unica organizzazione assistenziale ebraica italiana, passata poi in clandestinità dopo l’8 settembre 1943, operante a livello nazionale che aiuterà gli ebrei a trovare una via d’uscita nel corso del secondo conflitto mondiale e nell’infuriare della persecuzione antiebraica.

Bibliografia:
  • “Delasem” - Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, a cura di, Due anni Delasem , Tipografia Capurro, Genova 1942.
  • S. Antonini, L’ultima diaspora. Soccorso ebraico durante la seconda guerra mondiale , De Ferrari, Genova 2005.
  • M. Leone, Le organizzazioni di soccorso ebraiche in età fascista , Carucci, Roma 1983.
  • G. Maifreda, La riaggregazione della comunità israelitica di Milano (1945-1953) , in “Storia in Lombardia”, nn. 2-3, pp.619-642.
  • R. Paini, I sentieri della speranza. Profughi ebrei, Italia fascista e la”Delasem” , Xenia, Milano 1988.
  • S. Sorani, L’assistenza ai profughi ebrei in Italia (1933-1941). Contributo alla storia della Delasem , Carucci, Roma 1983.
  • K. Voigt, Il rifugio precario. Gli esuli in Italia dal 1933 al 1945 , vol. II, La Nuova Italia, Scandicci 1993.
  • Idem, La ricostruzione virtuale dell’archivio della DELASEM , in “La Rassegna mensile di Israel”, n.2, tomo II, 2003.