Fabbrica Olap

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Piazza Leonardo da Vinci, Milano, MI, Italia

«Era una vita randagia.»

Dalla testimonianza di Elena Rasera “Olga”

La zona di Milano Città Studi ha dato un grande contributo all’antifascismo e alla Resistenza.
L’antifascismo è stato fortemente presente dentro il Politecnico (con Gino Cassinis e Gianfranco Mattei) e nelle scuole superiori (al Carducci con Quintino Di Vona, al Virgilio con Antonio Basso, il Caterina da Siena con Lina Merlin); nei quartieri di case popolari (con famiglie come i Venegoni, gli Scotti, i Vallini, i Traversa); e nelle grandi fabbriche della zona: la Bianchi, in viale Abruzzi, l’Innocenti, a Lambrate, l’Officina ATM di via Teodosio.

In particolare va ricordato il ruolo della Olap (Officine Lombarde Apparecchi di Precisione), il cui stabilimento si trovava in piazza Piola, piazza Leonardo da Vinci e via Spinoza. Inserita fin dalla prima guerra mondiale nel gruppo tedesco Siemens, produce strumenti di precisione per le telecomunicazioni.

Durante il secondo conflitto svolge quindi un ruolo rilevante per lo sforzo bellico; e arriva ad occupare tremila operai, di cui millesettecento donne. La fabbrica, dove è presente una forte cellula comunista, vede vari episodi di sabotaggio e di attività clandestina, come il trafugamento di armi e l’esposizione di una bandiera rossa.

In particolare il 24 marzo del 1943 ha luogo qui un importante sciopero a seguito del quale sorge un Comitato delle opposizioni.

Dopo l’8 settembre proprio alcuni operai della Olap si riuniscono in un appartamento di via Lulli 30, tra via Porpora e piazzale Loreto, per attivare i primi Gruppi di Azione Patriottica (Gap).

Nell’inverno successivo Elena Rasera in collaborazione con Emma Gessa”Maria” promuove la nascita dei Gruppi di Difesa della Donna, addetti alla distribuzione di volantini e di materiale di propaganda. “Olga”, organizza anche lo sciopero del marzo 1944, a cui aderiscono circa cinquecento donne, tra le quali si distinguono Angela Bruschi e Bruna Caselli.

Numerosi sono i lavoratori arrestati e deportati, soprattutto dopo la retata dell’ottobre 1944.

In fabbrica agisce un distaccamento della 116° Brigata Garibaldi, comandato da Antonio Losavio e comprendente tra gli altri Del Negro, Ercolani e Gilberto Carminelli, poi arrestato e fucilato a Cima di Porlezza il 21 gennaio 1945.

Nel corso del dopoguerra al posto dello stabilimento viene costruito un supermercato, sul cui muro è stata affissa una lapide che ricorda i lavoratori della fabbrica caduti per la Libertà.

Sitografia

http://mi4345.it/fabbrica-olap/

https://anpi25aprile.wordpress.com/2013/11/25/famiglie-antifasciste-a-milano-citta-studi/

http://www.anpi.it/donne-e-uomini/3069/elena-rasera

Bibliografia:
  • G. Perretta, a cura di, Donne della Resistenza. Elena Rasera: la partigiana “Olga” , Graficoop, Como 1989.
  • AA. VV., Il ruolo del Politecnico di Milano nel periodo della liberazione , Milano 1996.
  • AA. VV., La Resistenza nella zona 3 di Milano , Anpi, Milano 2002.
  • R. Cenati, A. Quatela, a cura di, Oltre il Ponte , Anpi, Milano 2008.
  • L. Borgomaneri, Li chiamavano terroristi , Unicopli, Milano 2015.