Mensa dei bambini

Autore:
Patrizia Baldi
Indirizzo:
Via Francesco Guicciardini, 10, Milan, Metropolitan City of Milan, Italy

«Ricordo i bambini che, al pari di me, hanno avuto la gran fortuna di trovarsi assistiti dalla Mensa, in un periodo duro, nel quale l’assistenza era più unica che rara».
Werner Retter


(Archivio Fondazione CDEC, Fondo Israel Kalk)

E’ l’autunno del 1939. Numerosi bambini e ragazzi ebrei profughi, le cui famiglie perseguitate, in fuga dalla Germania, Austria, Polonia e Cecoslovacchia sono di passaggio a Milano, trovano nell’istituzione della “Mensa dei bambini” un sostegno materiale e morale. Sono mesi in cui, a parte il centro di Beneficenza presso la Sinagoga di via Guastalla, non esiste una rete di sostegno per ebrei stranieri. La Mensa è un’organizzazione assistenziale privata messa in piedi dall’ingegnere Israel Kalk, ebreo nato in Lituania e sposato con una cittadina italiana.

La sua opera è rivolta ai figli di quei profughi ebrei, spesso in condizioni miserabili, giunti in Italia con regolari visti rilasciati dai consolati italiani, i quali improvvisamente si trovano a rischio espulsione a causa del Regio Decreto n.1381 del 7 settembre 1938, che colpisce chi ha ottenuto la cittadinanza dopo il 1° gennaio 1919. Per queste persone, in particolare per le donne, diventa impossibile occuparsi dei propri figli, pressate dalla ricerca di un’occupazione momentanea e dall’espletamento delle pratiche di emigrazione oltre oceano.

La città si popola così di centinaia di piccoli profughi che girano a gruppi per le strade e i parchi cittadini, abbandonati a se stessi. Proprio nei Giardini Pubblici di Porta Venezia avverrà l’incontro tra Israel Kalk e i primi assistiti, i fratelli Brigitte e Werner Retter. In loro rivede la propria condizione di profugo lituano, sfuggito ai pogrom zaristi, e decide di prendersene cura. Comincerà con una merenda offerta in una latteria di via Lecco a un ristretto gruppo per poi passare al pranzo, al doposcuola e alla cena per un numero crescente di ragazzi. La mensa cambia sede diverse volte fino ad approdare nel 1940 in via Guicciardini 10. Kalk fornisce cibo, vestiti e assistenza medica, persino i biglietti del tram per raggiungere la scuola comunitaria ebraica di via Eupili o la sezione israelitica statale di via della Spiga. Oltre che un cardine di assistenza, la Mensa diventa un luogo di accoglienza dove i minori possono essere pienamente bambini: giocare, partecipare a gite e a feste e studiare. Questa è l’unica condizione loro richiesta: la frequenza scolastica.

Grazie all’attività di un comitato ristretto (Leone Feiwel, Carlo Krivacek e Manfredo D’Urbino), che come Kalk non può contare che sulla propria iniziativa, la Mensa dei bambini ottiene il sostegno finanziario di benefattori milanesi, ebrei e non ebrei. L’istituzione viene tollerata dalle autorità fasciste, sebbene sia sottoposta a continui controlli da parte della polizia. Kalk si occuperà dei bambini della Mensa anche nel campo di concentramento fascista di Ferramonti di Tarsia, in Calabria, dove i bambini sono internati insieme alle famiglie, a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia nel giugno del 1940.

A Milano l’attività della Mensa estenderà l’assistenza agli anziani e ai profughi ebrei ammalati, ricoverati negli ospedali cittadini, fino all’agosto del 1943, quando la sede di via Guicciardini verrà colpita dai bombardamenti e i bambini assistiti inviati a Lucino, una località vicina al confine svizzero, oltre il quale troveranno salvezza dopo l’8 settembre 1943, come lo stesso Israel Kalk.

In via Guicciardini 10 non ci sono targhe che ricordino la Mensa dei bambini.

Bibliografia:
  • L. Realini, La Mensa dei bambini a Milano 1939-1943 , in “Italia contemporanea”, n. 232, settembre 2003, pp. 361-400.
  • K. Voigt, Israel Kalk e i figli dei profughi ebrei in Italia , Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (a cura di), in “Storia in Lombardia: quadrimestrale dell’Istituto lombardo pe la storia del movimento di liberazione in Italia n. 2”, XLVII, Franco Angeli, Milano 1990.
  • K. Voigt, Il rifugio precario. Gli esuli in Italia dal 1933 al 1945 , Volume II, La Nuova Italia, Scandicci (FI) 1996.
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  • M. Leone, Le organizzazioni di soccorso ebraiche in età fascista , Carucci, Roma 1983.
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  • L. Picciotto, Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945 , Einaudi 2017.
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