Palazzo Carmagnola/Piccolo Teatro

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Via Rovello, 2, Milano, MI, Italia

«Loro erano i Muti. – A proposito, come sono i Muti? – Finora non hanno fatto porcate vere e proprie, ma guai alla prima esplosione, al primo appiglio. – L’industriale poteva predirlo: erano in grande maggioranza canaglie della suburra milanese, Johnny doveva sapere come lui conoscesse Milano, in tempi normali andava settimanalmente a Milano, per il grande mercato dei vini, nei tempi normali. – Gli ufficiali non sono niente di meglio della truppa… passeggiavano con il frustino… Pensare quanto mi piaceva il dialetto milanese, ci avevo un vero e proprio debole… Ora sentirlo in bocca a quei lazzaroni armati fino ai denti mi fa rizzare i capelli in testa. – E quello che aumentava, siglava il terrore, era l’oscillazione d’età in quei ranghi: o giovanissimi, sciagurati besprizorni fiottati fuori da scomunicati brefotrofi, o canaglie canute », dal Partigiano Johnny di Beppe Fenoglio

Il palazzo originario è realizzato nei primi anni del Quattrocento dai Visconti, che nel 1415 lo cedono a Francesco Bussone, detto il Carmagnola, famoso condottiero del tempo. Alla sua morte, narrata dal Manzoni nel Conte di Carmagnola, il palazzo viene ereditato dalle figlie; e passa poi a Lodovico il Moro, che ne fa la residenza dell’amante Cecilia Gallerani (la Dama con l’ermellino di Leonardo, che realizza qui alcuni decori).

Passato ai francesi, il palazzo ospita via via il granaio pubblico (dal 1605), il Banco di Sant’Ambrogio (dal 1714), l’Archivio Civico (dal 1770), il Tribunale di Provvisione (dal 1773), la Prefettura Dipartimentale (in età napoleonica). E’ inoltre sede del comune (come Broletto nuovissimo) dal 1515 al 1860.

Con l’unità il Comune lo scambia con Palazzo Marino. Diventa quindi sede del Demanio e più tardi dell’Ufficio Registro. Fra il 1890 e il 1893, in concomitanza coi lavori di realizzazione di via Dante, viene rifatta la facciata.

Fra il 1927 e il 1931 una convenzione fra il Comune e lo Stato sancisce il ritorno di Palazzo Carmagnola fra le proprietà municipali. Dal 1937 ospita le sale ricreative dell’Opera nazionale del dopolavoro (OND). Una novità rilevante è la creazione di uno spazio per spettacoli teatrali , che nel 1940 viene aperto al pubblico come Cinema Broletto.

Nell’estate del 1944 vi si insedia la Legione autonoma mobile “Ettore Muti”.

La Muti (dal nome dell’aviatore e federale ucciso nel periodo badogliano) era nata come squadra d’azione nel settembre del 1943 per iniziativa dello squadrista Francesco Colombo, che aveva arruolato fascisti della prima ora e ex reclusi. La squadra si era resa responsabile di azioni violente tanto che la federazione ne aveva progettato lo scioglimento, poi rientrato per la morte di Aldo Resega.

In marzo viene quindi inquadrata nella PS e impiegata contro gli scioperanti e da luglio assume la nuova e definitiva denominazione di “Legione Autonoma di Polizia Ettore Muti”. Si insedia in Palazzo Carmagnola, dove ha sede la centrale, l’ufficio politico e tutti i servizi (fureria, armeria, autorimessa). Un’altra base è in via Tivoli 1, all’interno della Caserma Salinas.

La Repubblica Sociale Italiana riserva ai militi della Muti un trattamento di favore e garantisce loro una notevole autonomia, ma essi si trovano a disposizione del generale delle SS Wilhelm Tensfeld, che li usa per operazioni di rastrellamento in Lombardia e Piemonte.

Il 25 aprile 1945, nel corso dell’insurrezione generale, la 120a brigata Garibaldi occupa il palazzo, mentre i militi si dirigono verso Como attraverso la strada dei laghi. Fallita la mediazione con il Comitato di Liberazione nazionale (Cln), la colonna si scioglie a Cernobbio. Il comandante della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti Francesco Colombo, catturato dai partigiani, viene fucilato a Lenno il 28 aprile.

Nel 1946 l’edificio viene riordinato e nel gennaio 1947 il Comune approva la trasformazione dell’ex-cinema Broletto in teatro, gestito direttamente dall’ente pubblico, in forma di Teatro stabile (il primo in Italia). I promotori sono il sindaco Greppi, l’assessore Lamberto Jori, il professor Mario Apollonio della Cattolica; e Virgilio Tosi, già collaboratore dell’Ente Teatrale Italiano. La direzione è affidata a Paolo Grassi e Giorgio Strehler. Come è scritto nella lettera programmatica pubblicata sul “Politecnico” nel fascicolo di gennaio-marzo 1947, “il teatro ha una funzione sociale e identitaria”. La nuova sala – destinata a divenire uno dei luoghi cardine della cultura milanese – viene inaugurata il 14 maggio 1947 con l’opera L’albergo dei poveri di M. Gorkij, con la regia di Strehler. Nel 1952, su progetto degli architetti Rogers e Zanuso, il Piccolo viene ristrutturato con l’ampliamento del palcoscenico.

Nel 1995 l’Anpi ha apposto sull’edificio una targa che ricorda le tristi vicende del 1944.

Fra il 2008 e il 2009 ha subito un nuovo restauro con il recupero del chiostro. Oggi il Piccolo ha spostato la sua sede centrale, ma Palazzo Carmagnola ospita ancora la Sala Grassi. Ai piani superiori sono collocati alcuni uffici comunali.

Sitografia

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00371/

http://www.giusepperausa.it/cinema_broletto.html

http://www.storiemilanesi.org/approfondimento/nascita-piccolo-teatro/

http://www.sonda.life/rubriche/i-fatti-ieri-e-oggi/la-sede-della-muti-in-via-rovello/

http://lexon.piccoloteatromilano.it/Archivio/arch_2a.htm

Bibliografia:
  • AA.VV., 1947-58 Piccolo Teatro , Moneta, Milano 1959.
  • M. Soresina, Gli arditi della Legione autonoma mobile Ettore Muti , in G. Marcialis, G. Vignati, (a cura di), Studi e strumenti di storia metropolitana milanese, "Annali 2", Istituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio, Angeli, Milano 1993.
  • C. Rivolta, Legione Autonoma Mobile Ettore Muti , Novantico editore, Milano 1996.
  • L. Negri, I palazzi di Milano , Newton & Compton, Milano 1998, pp. 90–91.
  • M. Griner, La "pupilla" del Duce. La Legione Autonoma Mobile Ettore Muti , Bollati Boringhieri,Torino 2004.