Palazzo dell’Aeronautica

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Piazza Ermete Novelli, 1, Milano, MI, Italia

«Virtute siderum tenus», dal motto dell’Aviazione

L’Aeronautica, eretta come arma autonoma nel 1923 e dotata di un proprio Ministero dal 1925, è uno dei fiori all’occhiello del regime fascista.

Milano, anche per la fiorente industria aeronautica, è al centro di queste dinamiche, come dimostra la grande Esposizione del 1934, la cosiddetta “Mostra azzurra”, allestita da uno staff coordinato da Giuseppe Pagano che ripercorre la storia del volo, dagli studi di Leonardo fino alla crociera aerea del Decennale, dall’Italia agli Stati Uniti, guidata da Italo Balbo nel 1933.

Balbo, Ministro dell’Aviazione dal 1929, promuove la costruzione del monumentale Palazzo dell’Aeronautica di Roma (affidato al giovane Roberto Marino e concluso in soli due anni); e poi di quello di Milano.

Nel 1935 il Comune affida quindi l’incarico all’ingegnere massese Luigi Lorenzo Secchi (1899-1992), a Milano dal primo dopoguerra, collaboratore del “Politecnico” e esperto di edifici scolastici e sportivi. Secchi era già autore tra l’altro del Palazzo delle milizie, della Casa del mutilato e della piscina Roberto Cozzi, la prima coperta di Milano e all’epoca la più grande d’Europa. L’area individuata è quella di piazza Novelli, vicino all’istituto Virgilio, in corso di ultimazione.

Iniziata nel 1938, la costruzione, dopo molte varianti richieste dal demanio, termina in piena guerra mondiale, nel 1941, quando la piazza viene dedicata proprio a Balbo. L’inaugurazione ufficiale avviene il 5 giugno 1943, con lo spostamento in loco del comando della 1ª Zona Aerea Territoriale; ma le opere di finitura vengono completate solo nel 1948. La spesa complessiva è di oltre 24 milioni.

Secondo le disposizioni dell’autarchia il complesso viene costruito interamente con materiali nazionali, in particolare marmi apuani; e riduce al minimo l’impiego di metalli. A forma di trapezio, occupa gran parte dell’isolato ed è costituito da due palazzi (quello del Comando e quello dei Generali, destinato agli alloggi di comandanti e capi di stato maggiore), con ingresso principale sulla piazza Novelli; e due caserme, alle quali si accede da una via laterale. Non manca la cappella della Madonna Lauretana, patrona degli aviatori.

Dopo il 25 aprile 1945, centinaia di militari tedeschi si rifugiano qui per cercare di sfuggire alle forze partigiane. Ma il 27 arrivano in città le colonne dell’Oltrepò, guidate dal comandante Luchino Dal Verme, che si sistemano nelle vicine scuole di viale Romagna e all’alba del 28 circondano il palazzo. I tedeschi si rifugiano nei sotterranei e fanno sapere che si arrenderanno soltanto alle “forze regolari”.

Seguono diverse ore di tensione, nelle quali la richiesta tedesca di una ‘trattativa’ viene respinta da Dal Verme che vuole una resa senza condizioni. La ottiene solo a tarda sera, quando i tedeschi escono a gruppi, consegnano le armi e si dispongono ordinatamente nel cortile.

Nel dopoguerra Secchi ha contribuito all’elaborazione del nuovo piano regolatore; si è distinto nella progettazione di insediamenti industriali per importanti committenti, come Aldo Garzanti e la Snia Viscosa; ha lavorato costantemente al rifacimento della scala, dopo i bombardamenti e poi ridisegnando le gallerie (1955) e la platea (1957).

Sitografia

http://mi4345.it/palazzo-dellaeronautica-militare/

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/3m080-00033/

http://www.artefascista.it/milano_fascismo__architettura__arte.htm

Bibliografia:
  • G. Baselli, Opere pubbliche eseguite dal Comune di Milano nell'anno XIX , Milano 1941, pp. 605-612.
  • G. Rumi, V. Vercelloni, A. Cova, a cura di, Milano durante il fascismo, 1922-1945 , Cariplo, Milano 1994.
  • AA. VV., Milano dietro le quinte. Luigi Lorenzo Secchi , Electa, Milano 1999.
  • M. Ferrari, a cura di, Le ali del ventennio. L’aviazione italiana dal 1923 al 1945. Bilanci storiografici e prospettive di giudizio , Franco Angeli, Milano 2005.
  • E. Lehmann, Le ali del potere. La propaganda aeronautica nell’Italia fascista , Utet, Torino 2010.