Piazzale Loreto

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Piazzale Loreto, Milano, MI, Italia

«lo vidi il nuovo giorno che a Loreto/ sovra la rossa barricata i morti/ saliranno per primi, ancora in tuta/ e col petto discinto, ancora vivi/di sangue e di ragione. Ed ogni giorno,/ ogni ora eterna brucia a questo fuoco,/ ogni alba ha il petto offeso da quel piombo/ degli innocenti fulminati al muro ».


Da Alfonso Gatto, I martiri di piazzale Loreto

Piazzale Loreto è una piazza nella zona nordest di Milano, quartiere Venezia.

Durante il Ducato, vi passava il tracciato prospettico che collegava la città con la villa Reale di Monza. Nei pressi sorgeva la chiesa di Santa Maria di Loreto, poi abbattuta per far posto ad un rondò, dove nel 1857 era stato allestito un padiglione per accogliere l’ingresso in città di Francesco Giuseppe.

Nel corso della Seconda guerra mondiale il luogo diventa tragicamente noto per due episodi: la strage dell’agosto 1944; e l’esposizione dei cadaveri del duce e dei gerarchi fascisti dell’aprile 1945.

A seguito di un attentato esplosivo compiuto in viale Abruzzi dell’8 agosto 1944, dove peraltro non si erano registrate vittime tedesche, ma solo tra la popolazione civile, il comandante del servizio di sicurezza di Milano Theodor Saevecke ordina una rappresaglia, eseguita da militi fascisti del gruppo Oberdan della legione «Ettore Muti». Essi prelevano dal carcere di San Vittore 15 partigiani e li fucilano all’alba del 10 agosto sul marciapiede compreso tra viale Andrea Doria e corso Buenos Aires.

I cadaveri vengono lasciati esposti al sole della calda giornata estiva fino alle ore 20 circa a scopo intimidatorio. Un cartello qualifica i partigiani fucilati come “assassini”. I militi della Muti impediscono ai parenti di rendere omaggio ai defunti, ma costringono i cittadini in transito ad assistere allo «spettacolo».

Anche per vendicare questa strage, al momento dell’insurrezione i partigiani decidono di portare in città i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci, fucilati a Giulino di Mezzegra il 28 aprile, e quelli dei 16 gerarchi fascisti uccisi a Dongo lo stesso giorno. Trasportati durante la notte, vengono scaricati a Piazzale Loreto intorno alle 3. A partire dalle 7 una folla si accalca nella piazza per assistere al macabro spettacolo e oltraggiare i corpi. Verso le 11 i vigili del fuoco decidono di issare i 7 cadaveri più noti sulla pensilina del distributore di benzina Standard Oil (poi Esso) posto all’incrocio con viale Buenos Aires, appendendoli a testa in giù. Verso le 12 dopo viene aggiunto anche il corpo di Achille Starace, arrestato in città e fucilato alla schiena dopo un processo sommario nei locali del Politecnico.

Numerose sono le serie fotografiche degli eventi, come quelle scattate da Christian Schiefer e Luigi Ferrario; e anche le riprese, da quelle americane poi inserite tra i Combat film a quelle girate da Carlo Nebbiolo di Publifoto.

Nel primo pomeriggio una squadra di partigiani della brigata “Crespi”, su ordine del comando, pressato dalle autorità alleate, recupera i cadaveri e li trasporta nel vicino obitorio di piazzale Gorini.

In serata il Clnai emana un comunicato nel quale si assume la responsabilità dell’accaduto, definendo l’esecuzione di Mussolini necessaria per “segnare la fine di un periodo storico di vergogne e di delitti “ e inaugurare “l’avvento di una nuova Italia”.

Nel dopoguerra la piazza viene per un breve tempo dedicata ai “quindici martiri” del 1944, per poi riprendere la sua precedente denominazione. Oggi ha cambiato volto, con la demolizione nel 1965 dell’Hotel Titanus, poderoso edificio razionalista risalente al 1930; anche del distributore non vi è più traccia (al suo posto è sorto un McDonald).

La strage del 1944, già segnalata con un cippo nel 1945, è ricordata da un monumento ispirato all’iconografia di san Sebastiano, opera di Giannino Castiglioni e posto nel 1960 nell’angolo con viale Andrea Doria.

Le indagini avviate dagli alleati sono rimaste insabbiate dalla procura militare di Roma fino al 1994, quando sono stati recuperati i fascicoli e si è tenuto un processo a Torino. Saevecke è stato condannato all’ergastolo in contumacia nel 1999, ma è morto libero nel 2004.

Sitografia

http://storiedimilano.blogspot.com/2015/03/i-martiri-di-piazzale-loreto.html

http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/profili-partigiani/10-agosto-1944-i-15-martiri-di-piazzale-loreto/

https://www.glistatigenerali.com/storia-cultura/christian-schiefer-piazzale-loreto/

https://www.youtube.com/watch?v=wOCecmSa-M0

http://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/29-aprile-1945/1/

Bibliografia:
  • S. Bertoldi, Piazzale Loreto , Rizzoli, Milano 1983.
  • S. Luzzatto, Il corpo del duce , Einaudi, Torino 1998.
  • G. Oliva, La resa dei conti , Mondadori, Milano 1999.
  • E. Ferri, L’alba che aspettavamo. Vita quotidiana a Milano nei giorni di piazzale Loreto , Mondadori, Milano 2005.
  • R. Cenati, A. Quatela, a cura di, Alle fronde dei salici , Milano 2014.