Rifugi antiaerei

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Via Pitteri, Milano, MI, Italia

«Questa guerra mondiale, e tutto ciò che le si connette, si tratti dei precedenti remoti o prossimi, o dei suoi procedimenti ed effetti materiali, giuridici e morali, che altro rappresenta se non lo sfacelo, inaspettato forse agl’inconsiderati, ma intuito e deprecato da coloro i quali penetravano a fondo col loro sguardo in un ordine sociale, che dietro l’ingannevole volto o la maschera di formule convenzionali nascondeva la sua debolezza fatale e il suo sfrenato istinto di guadagno e di potere?», dal radiomessaggio natalizio 1942 di Pio XII

La Seconda Guerra Mondiale vede l’uso sistematico del bombardamento strategico (area bombing), con funzioni di sabotaggio della produzione e danneggiamento delle infrastrutture, ma anche derive terroristiche volte a minare la vita e il morale della popolazione nemica.

Anche l’Italia è duramente colpita dai raid inglesi, cui si aggiungono nel 1943 quelli americani provenienti dal nord Africa. Tra le città più colpite quelle del triangolo industriale, dove si concentrano la produzione industriale e le riserve militari del paese.

Milano viene bombardata già nel giugno 1940 con danni di lievi entità. Ma a fare i danni maggiori sono i raid dell’ottobre 1942 (che colpiscono San Vittore), del febbraio e agosto 1943, dell’ottobre 1944 (che sventrano la scuola elementare di Gorla causando la morte di 184 bambini). L’ultima incursione è del 13 aprile 1945. Complessivamente sono oltre 60 i bombardamenti subiti.

La difesa antiaerea era affidata alla Milizia per la difesa antiaerea territoriale (DICAT), che aveva a Milano la sua 5° legione. Ma questo corpo era dotato di personale scarso e sottoqualificato e di armamentario inefficiente. Solo dall’ottobre 1942 arrivano alcuni reparti della Flakartillerie tedesca dotati di impianti radar più evoluti.

Per difendersi i cittadini avevano a disposizione solo pochi e malsicuri rifugi. La protezione della popolazione era affidata all’Unione nazionale protezione antiaerea (UNPA); in ogni condominio era nominato un capo fabbricato che aveva compiti di controllo e vigilanza sulla corretta applicazione delle norme di protezione e di oscuramento.

I primi rifugi antiaerei erano sostanzialmente le cantine degli edifici, ma gli unici ripari che offrissero discrete garanzie di sicurezza erano quelli costruiti in cemento armato. Essi erano però considerati “antiautarchici” in quanto prevedevano un consistente impiego di ferro, acciaio e cemento di buona qualità, nonché di serramenti blindati e d’impianti di ventilazione apposita, non certo economici.

A Milano rifugi antiaerei in cemento armato sono realizzati presso alcune Centrali dell’Acquedotto Civico, in alcuni complessi di case popolari e nei piani sotterranei di palazzi signorili, nonché in alcune fabbriche.

Altri rifugi sotterranei, di recente oggetto di progetti di riqualificazione, erano localizzati in piazza Grandi, via San Michele del Carso e viale Bovio. Su alcuni edifici sono ancora visibili segnaletiche a muro, come ad esempio le scritte “U.S.” (uscita di sicurezza), che indicavano la presenza di rifugi antiaerei. Durante la guerra si lavora al bunker destinato al Comando del 52° Corpo dei Vigili del Fuoco, situato in Via Luini sotto il cortile del Museo Archeologico. Tra il 1943 e il 1945 si costruiscono due grandi rifugi sotterranei destinati all’uso pubblico: in Piazza del Duomo e in Piazza San Fedele, quest’ultimo ancora incompleto al temine del conflitto.

Per quanto riguarda i rifugi di tipo speciale, in elevato, vanno segnalati la “Torre delle Sirene” costruita nel 1939 per la Regia Prefettura; il “rifugio a torre” della Magneti Marelli in Via Adriano; e gli analoghi tre rifugi conici dell’Industria Meccanica Piaggio, che si affacciano su Via Riccardo Pitteri. Altri, demoliti dopo pochi anni dal termine del conflitto, erano all’interno dell’Alfa Romeo, nella sede del Portello. Si ricorda inoltre il piccolo e curioso rifugio dello Stabilimento Caproni di Taliedo, in Viale Mecenate n. 74.

Nonostante questi accorgimenti le vittime civili di bombardamenti sono oltre 60.000 in Italia; e più di 2.000 solo a Milano. Oltre 300.000 gli sfollati.

Inoltre i bombardamenti mutano profondamente l’aspetto della città: un terzo degli edifici viene distrutto dai bombardamenti, dagli incendi che ne divampano, o dalle demolizioni intraprese con la ricostruzione.

Tra questi anche il 65% degli edifici storici e dei monumenti, nonostante gli ammirevoli sforzi della Sovrintendenza milanese, che consentono di salvare il Cenacolo vinciano e il ciborio di Sant’Ambrogio. Restano comunque completamente distrutti i teatri Dal Verme, Verdi e Filodrammatici; Casa Velasco e Palazzo Melzi di Cusano in Porta Romana; le scuderie di Villa Reale; Palazzo Ponti di fronte a Brera; e i Palazzi Arcimboldi, Cicogna (Via Unione) e Cramer (Via Fatebenefratelli).

Il prestito popolare, ottenuto dal Comune nel 1944, serve a malapena a sgomberare la città dalle macerie. Il Montestella, collina artificiale progettata da Piero Bottoni (1947) nel nuovo quartiere sperimentale QT8, viene eretto proprio grazie al riutilizzo dei detriti di guerra a perenne memento della città perduta. Così anche la Montagnetta del Parco Lambro.

Ancora di recente sono state ritrovate bombe inesplose e si sono rese necessarie immani imprese di bonifica, come quella del 2003 in viale Brianza, che ha coinvolto oltre 50.000 persone.

Sitografia

http://www.milanounderground.it/tag/mailand/

https://geoportale.comune.milano.it/MapViewerApplication/Map/App?config=%2FMapViewerApplication%2FMap%2FConfig4App%2F219&id=ags

http://www.storiadimilano.it/Repertori/bombe_centro.jpg

http://www.storiemilanesi.org/approfondimento/i-bombardamenti-ricostruzione/

Bibliografia:
  • A. Rastelli, Bombe sulla città, gli attacchi alleati: le vittime civili a Milano , Mursia, Milano 2000.
  • M.A. Crippa, D. Mericio, F. Zanzottera, Bombardata e ricostruita. Milano 1943-1955 , Bombardata e ricostruita. Milano 1943-1955.
  • AA. VV., Bombe sulla città. Milano in guerra 1942-1944 , Skira, Milano 2004.
  • F. Ogliari, Fiamme su Milano , Selecta, Pavia 2005.
  • M. Gioannini, G. Massobrio, Bombardate l'Italia . Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945 , Rizzoli, Milano 2007.
  • T. Barbato, Milano bombardata , Selecta, Pavia 2016.
  • S. Parisi, Milano sotto le bombe , Macchione, Varese 2017.