Scuola elementare israelitica

Autore:
Enrico Palumbo
Indirizzo:
Via della Spiga, 29, Milan, Metropolitan City of Milan, Italy

«Ho avuto la sensazione di entrare in una povera classe di una poverissima scuola della campagna… del Reich!! La lingua ufficiale è la tedesca. Niente grembiulini bianchi, poco ordine, poca disciplina».
Gabriella Milla, maestra


(Giornale della classe, I A, a .s. 1939/1940)

Il Regio decreto-legge 1630 del 23 settembre 1938 consente l’istituzione di sezioni ebraiche di scuola elementare a spese dello Stato nei comuni in cui siano presenti almeno dieci bambini ebrei. Per la Comunità Israelitica di Milano si tratta di un’opportunità per ridurre la pressione sulla scuola ebraica di via Eupili, che in quei giorni si appresta ad accogliere, con grandi sforzi e scarse risorse, un cospicuo afflusso di studenti ebrei appena espulsi dalle scuole statali. La scelta della sede ricade su un istituto in via della Spiga, più centrale rispetto alla scuola ebraica, e quindi più facilmente raggiungibile dalle famiglie residenti nella zona Est. La scuola funziona per quattro anni, dal 1938/39 al 1941/42, quando i bombardamenti sulla città di Milano spingono molte famiglie, e tra queste diverse sono ebraiche, a sfollare.

La scuola ospita complessivamente 268 alunni, e vi insegnano sette maestre, sei delle quali ebree. Le lezioni si tengono dal lunedì al venerdì – il sabato è infatti giorno di chiusura perché di riposo per gli ebrei – di pomeriggio, dalle 13:30 alle 17:30, così che i bambini ebrei non possano incontrare i loro coetanei «ariani» a scuola. Di fatto questo impedisce che li possano frequentare anche al di fuori dell’orario scolastico, dato che quando gli uni sono a casa gli altri sono a lezione e viceversa. Nell’anno scolastico 1939/40 la scuola si popola di numerosi studenti ebrei stranieri, figli di famiglie in fuga dalle zone dell’Europa orientale occupate dai nazisti, in transito in Italia per emigrare: gli stranieri – la maggior parte dei quali non parla italiano – rappresentano quell’anno oltre il 46% degli studenti. Con l’anno scolastico successivo per molti di loro, dopo l’ingresso in guerra dell’Italia e le nuove disposizioni del regime, è previsto l’internamento nel campo di concentramento calabrese di Ferramonti (Cs). Gli studenti stranieri, profughi di guerra, sono spesso in condizioni misere e i giornali della classe segnalano diverse iniziative di solidarietà (raccolta di materiale didattico e di vestiti e condivisione della merenda) promosse dai bambini italiani in sostegno ai loro nuovi compagni.

Il programma seguito è lo stesso delle scuole per «ariani», a eccezione della religione cattolica, mentre la Comunità Israelitica offre lezioni extracurriculari di religione ebraica. In classe non si parla molto della condizione che gli ebrei stanno vivendo, anzi le maestre cercano di aggirare il problema dando agli alunni una parvenza di normalità. Si continuano però a celebrare le ricorrenze legate al regime fascista, alla famiglia Savoia e alla Chiesa Cattolica: a differenza dei loro coetanei della scuola ebraica della Comunità, gli alunni di via della Spiga sono costretti a un insegnamento meno libero e più conformista.

In via della Spiga 29 una targa ricorda: “Nel 1938 anche a Milano il fascismo allontanò i bambini ebrei dalle loro scuole e dai loro amici. Nella scuola Elementare di Via della Spiga furono istituite alcune classi pomeridiane per soli ebrei. Conoscere, non dimenticare, impegnarsi per contrastare l’ignoranza, l’oblio, l’indifferenza. In memoria degli allievi e degli insegnanti privati di diritti civili e libertà”.

Bibliografia:
  • E. Palumbo, La persecuzione degli ebrei nelle scuole di Milano (1938-1943) , «Annali di storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche», 18 (2011), pp. 307-333.