Stazione Centrale

Autore:
Patrizia Baldi
Indirizzo:
Piazza Duca d'Aosta, Milano, MI, Italia

«Alla stazione Centrale entrammo sicuramente da un lato, poteva essere via Ferrante Aporti. Andammo nei sotterranei, il treno non partiva dal binario passeggeri. Qui, sì, ci fu violenza: SS con cani, scudisciate per farci salire a gran velocità su questi vagoni, bastonate, i vecchi che non ce la facevano, parolacce, solite cose che diventavano poi ordinaria amministrazione», Liliana Segre (testimonianza raccolta da Liliana Picciotto in Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/1945. Persecuzione e deportazione, Provincia di Milano; Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Proedi, Milano 2004, nuova edizione)

Posto a livello strada, sotto il piano dei binari, sul fianco sinistro della Stazione Centrale, in un’area adibita originariamente al carico e allo scarico dei pacchi postali, come attesta l’edifico delle Poste quasi dirimpetto rispetto all’ingresso di via Ferrante Aporti 3, oggi piazza Edmond Safra 1, il Memoriale della Shoah rappresenta, tra il 1938 e il 1948, l’unico sito storico di Milano completamente memorializzato.

L’8 settembre 1943, con l’annuncio della firma di Cassabile da parte del Governo Badoglio I nei confronti degli Alleati, la Germania si trasforma in Paese occupante e nemico.

Da questa data gli ebrei italiani e stranieri cadono sotto il regime di politica dello sterminio messo in atto dal Terzo Reich: arresti e retate di intere famiglie, poi deportate ad Auschwitz-Birkeanau o uccise in Italia. A Salò si insedia il governo della Repubblica Sociale Italiana, guidato da Benito Mussolini. Sulla base di un’ordinanza di Polizia, il 30 novembre 1943 il Ministero dell’Interno della neonata RSI decreta l’arresto di tutti gli ebrei, il loro concentramento in campi provinciali provvisori e il sequestro dei loro beni. Lì istituzioni repubblichine cominciano a gestire la persecuzione antiebraica in Italia: Prefetti e Questori predispongono le ricerche, gli arresti, i concentramenti. I Commissari di pubblica sicurezza e le Tenenze dei carabinieri li metteranno in atto. Migliaia di ebrei cercano di passare illegalmente il confine italo-svizzero o di raggiungere a sud le zone liberate dagli anglo-americani. Chi non può farlo, passa in clandestinità, affidandosi al soccorso della popolazione italiana. Il 5 dicembre viene istituito il campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena, dove vengono mano a mano inviati gli ebrei arrestati per essere deportati, prevalentemente ad Auschwitz-Birkenau. Una volta evacuato Fossoli, nell’estate del 1944, le deportazioni partiranno dal campo di Gries, alla periferia di Bolzano.

In Nord-ovest del Paese ha nel carcere di San Vittore il fulcro della raccolta e della detenzione degli ebrei identificati e arrestati da Genova a Torino fino al confine con la Svizzera. La sezione ebraica del carcere è così affollata ai primi di dicembre, da giustificare la pianificazione di un trasporto per Auschwitz-Birkenau. Il 6 dicembre 1943 e il 30 gennaio 1944 partono da San Vittore due trasporti di soli ebrei verso il ventre della Stazione Centrale, in un’area nascosta destinata ai carichi postali, sotto la testa del ventunesimo binario del piano passeggeri. Donne e uomini, neonati e anziani vengono fatti scendere a forza dai camion e spinti a calci e a pugni sui vagoni che vengono piombati e issati uno alla volta, per mezzo di un carrello traslatore, al livello degli altri binari, senza che i passeggeri della Stazione Centrale si rendano conto della tragedia che coinvolge le 249 persone del primo trasporto o le 605 del secondo. A questi si aggiungono, il 19 maggio 1944, i 37 ebrei turchi, cittadini quindi di un Paese neutrale, mandati al campo di concentramento di Bergen-Belsen. I reduci di Auschwitz-Birkenau partiti in quelle date si conteranno nel numero di 27 persone, quelli di Bergen-Belsen, di 33 persone. Numerosi altri trasporti di ebrei o con una componente di ebrei partiranno dal febbraio 1944 dai sotterranei della Stazione, diretti a Fossoli (e da lì poi per Auschwitz-Birkenau e per Bergen-Belsen) e per Verona e Bolzano (verso Auschwitz-Birkeanu). Altri trasporti, su gomma, partiranno direttamente dal carcere di San Vittore. L’ultimo viaggio da Milano, diretto a Bolzano, porta la data del 15 gennaio 1945.

Bibliografia:
  • Liliana Picciotto Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/1945. Persecuzione e deportazione , Provincia di Milano. Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Proedi Milano 2004 (seconda edizione).
  • Ead., Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) , ricerca della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, (Edizione 2001. Altri nomi trovati), Milano 2002.