Tempio civico

Autore:
Mirco Carrattieri
Indirizzo:
Via Torino, 28, Milano, MI, Italia

«Non più reticolati nel mondo, riposa in pace, internato ignoto», dall’iscrizione sulla lapide posta nel Tempio nel 1970

La Chiesa di S. Sebastiano viene eretta nel 1576 quando il governatore, marchese di Ayamonte, chiede un atto votivo per sconfiggere la peste che da poco aveva colpito la città. Il luogo prescelto ospitava già una chiesa dedicata a san Tranquillino, detta “alla cancelleria” per l’estrema vicinanza con l’antico palazzo imperiale romano del IV secolo.

Nella fase di costruzione interviene la Diocesi e l’arcivescovo Carlo Borromeo affida il progetto al suo architetto di fiducia, Pellegrino Tibaldi, che segue il cantiere dal 6 settembre 1577 (data della posa della prima pietra) sino al 1586, anno in cui si trasferisce in Spagna. Gli subentrano Giuseppe Meda che si occupa dell’area del presbiterio e poi, dopo il 1599, Pietro Antonio Barca, che fa realizzare la cupola a tamburo.

L’edificio viene completato nel 1616 sotto la guida di Fabio Mangone che aggiunge un nuovo presbiterio alla cappella maggiore e un secondo ordine ionico che copre, al modo degli antichi tiburi lombardi, l’estradosso della cupola. Viene così definitivamente alterato il volto del tempio che Tibaldi aveva ideato come Pantheon lombardo.

Del resto l’edificio è a lungo conteso tra la curia milanese e gli uffici del governatorato, finché nel 1861 il comune decide di affidarlo a una “conservatorìa” municipale dapprima con funzioni amministrative, poi di tutela artistica.

All’interno dell’edificio sono esposti i blasoni dei sei sestieri in cui era suddivisa la municipalità (detti familiarmente “porte”); e dal 1929 è ospitato anche un prezioso organo a canne costruito nel 1928.

Nel 1938 il podestà Gian Giacomo Gallarati Scotti decide di valorizzare al meglio il monumento, occupandosi personalmente del restauro e avviando nel 1940 le opere di isolamento esterno della chiesa, alla quale nei secoli erano state addossate case civili estranee al progetto originario. Ma Il vicino edificio che viene elevato sull’isolato tra Piazza S.M. Beltrade e Via Torino annulla il risultato dell’operazione, oscurandone la vista da Piazza Duomo.

In ogni caso il luogo acquisisce un notevole rilievo pubblico: qui infatti si tengono nel 1945 e nel 1946 le messe in memoria dei martiri di Piazzale Loreto.

Il 21 giugno 1970 sotto la cappella della Pietà del Cacciatori (la seconda da sinistra, realizzata nel 1862) viene posto un sarcofago contenente la salma dell’“internato ignoto”, per commemorare perennemente la fine della seconda guerra mondiale. Il corpo di questo soldato, morto a quanto pare a Francoforte il 26 marzo 1945, era rientrato in Italia nel maggio 1952 ed era stato benedetto sul sagrato del Duomo dal cardinale Schuster. Contestualmente all’inumazione, viene apposta una targa. Alla cerimonia assiste il sindaco di Milano Aldo Aniasi; la messa è celebrata da monsignor Carlo Manziana, vescovo di Crema ed ex-deportato a Dachau.

Sitografia

http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00039/

http://lombardiacristiana.it/poi/tempio-civico-di-san-sebastiano/

http://mi4345.it/tempio-civico-di-san-sebastiano/

Bibliografia:
  • R. Gerla, Vicende edilizie del civico tempio di S. Sebastiano , in “Città di Milano”, 1950, 1, pp.21 ss.
  • G. Bologna, Milano. Il civico tempio di S.Sebastiano , Trivulziana, Milano 1988.
  • A. Rovetta, Pellegrino Tibaldi e l'idea di Tempio: San Sebastiano a Milano , in “Arte Lombarda”, 1990, 94/95, pp. 105-111.
  • AA.VV., Il tempio civico di San Sebastiano a Milano , in “Recuperare l’edilizia”, 1999, 10, pp.36 ss.