Ufficio ricerche (deportati ebrei)

Autore:
Patrizia Baldi
Indirizzo:
Via della Guastalla, 19, Milano, MI, Italia

«Tutti gli scampati che venivano a Milano o transitavano dalla nostra città furono interrogati; ogni dichiarazione fu registrata…».

Alfredo Sarano


(Sette anni di vita e di opere della Comunità Israelitca di Milano (Aprile 1945 – Maggio 1952)

Il 26 settembre 1944, all’indomani della Liberazione di Roma, sotto l’egida dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane, nasce il Comitato ricerche deportati ebrei. Pur mancando un quadro chiaro della situazione, il comitato persegue quattro obiettivi: raccogliere informazioni per ritrovare le persone disperse; entrare in contatto con i deportati; sostenere le famiglie dei deportati; ottenere aiuti per svolgere queste attività.

Considerate le difficoltà nel raggiungere i campi di prigionia liberati dalle organizzazioni di soccorso civili, alla fine di maggio del 1945, il CRDE ridimensiona il proprio obiettivo: raggiungere il Nord Italia per soccorrere i deportati che stanno per rientrare, con appositi convogli, dai campi ospedale o di transito oltre frontiera. In giugno sorgono in territorio italiano campi di accoglimento e di smistamento. Il CRDE organizza quindi una missione a Milano per cominciare le ricerche, entrando come prima cosa in possesso degli elenchi e dell’ubicazione di questi campi gestiti dal Comando militare profughi italiani. Ma il viaggio a Milano ha anche un’altra finalità: stabilire contatti con la locale Comunità Israelitica, la più grande e meglio organizzata del Nord del Paese, la quale da maggio ha creato un proprio Ufficio Ricerche e Messaggi, prevedendo un enorme afflusso di profughi e reduci ebrei italiani e stranieri.

In via Guastalla 19, nel cortile del Tempio andato distrutto nell’estate del 1943, cominciano le registrazioni dei primi scampati, che necessitano di tutto, sia dal punto di vista materiale che psicologico. I reduci vengono interrogati e le dichiarazioni rilasciate, anche se frammentarie e dubbie, trascritte. Alcuni hanno la fortuna di ricongiungersi ai famigliari, mentre altri devono abbandonare le proprie speranze. Nei primi numeri del Bollettino della Comunità, quindi da giugno 1945, vengono pubblicate le liste dei deportati rientrati e presentatisi alla comunità. E’ Elfreide Seeling a dirigere l’Ufficio ricerche di Milano, il quale assume, nell’ambito della raccolta di informazioni sugli ebrei dispersi, un’importanza strategica a livello europeo.

Gli elenchi dei deportati rimpatriati, degli ebrei visti nei lager tedeschi prima della liberazione, delle persone salvate o liberate nei lager tedeschi e di quelle decedute, prodotti tra il 1945 e il 1946 dalla Comunità di Milano, perverranno al CRDE, come altre liste di deportati raccolte, e saranno poi versati nell’archivio del Centro di Documentazione ebraica Contemporanea che ne proseguirà l’attività di ricerca sulla deportazione degli ebrei dall’Italia.

Bibliografia:
  • AA.VV., Bollettino della Comunità Israelitica di Milano , I, n 1 22, giugno 1945.
  • L. Picciotto Fargion, L'attività del Comitato ricerche deportati ebrei. Storia di un lavoro pionieristico (1944-1953) , in Istituto Storico della Resistenza in Piemonte, a cura di, Una storia di tutti. Prigionieri, internati, deportati italiani nella seconda guerra mondiale, Franco Angeli, Milano 1989, pp. 75-98.
  • L. Picciotto Fargion, La liberazione dai campi di concentramento e il rintraccio degli ebrei italiani dispersi, in Il ritorno alla vita: vicende e diritti degli Ebrei in Italia dopo la seconda guerra mondiale , Michele Sarfatti, a cura di, atti del convegno tenuto a Milano nel 1997, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea - Comitato nazionale per le celebrazioni del cinquantennale della Repubblica e della Costituzione, Giuntina, Firenze 1998, pp. 13-30.
  • A. Sarano, Sette anni di vita e di opere della Comunità Israelitca di Milano (Aprile 1945 – Maggio 1952) , Edito a cura del “Bollettino”, Tipografia Saita, Busto Arsizio 1952.
  • G. Schwarz, Ritrovare se stessi. Gli ebrei nell’Italia postfascista , Roma-Bari, Laterza, 2004.