MEMI Fest – quinta giornata


Il primo festival dedicato
ai luoghi della memoria a Milano

MEMI FEST – Attiviamo la Memoria è il primo festival urbano dedicato ai luoghi della memoria a Milano a cura dell’Associazione Culturale Nuvolanove.

Obiettivo del festival è dare nuova vita ai luoghi della memoria raccontando le vicende e le storie che hanno caratterizzato il decennio 1938 – 1948 attraverso la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli abitanti.

La prima edizione del Festival si terrà in 17 luoghi della memoria a Milano e coinvolgerà 11 artisti/compagnie/associazioni che in ogni luogo proporranno visite guidate, itinerari urbani, performance e spettacoli utilizzando la loro arte ed esperienza per comunicare la memoria e trasmettere valori e storie.

Gli eventi seguono tre filoni esperienziali, tre modalità di vivere il luogo e interagire con esso: LEARN – incontri pubblici, itinerari urbani e visite guidate in cui i partecipanti apprendono un sapere/una memoria; SHARE – performance urbane e installazioni in cui i partecipanti condividono un sapere/una memoria; PLAY – spettacoli e performance urbani in cui i partecipanti interpretano e mettono in scena un sapere/una memoria.

Il progetto nasce con il contributo di Fondazione Cariplo da una partnership con il Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU), l’INSMLI – Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano e Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC, con il patrocinio del Comune di Milano e dell’Università Bocconi di Milano, e con l’Istituto Comprensivo Quintino di Vona e il Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni.

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

SHARE I Sinagoga Centrale, Via della Guastalla 19. Fasce orarie 8.30-10.00, 12.45-14.30
“Farememoria” di Giovanni Rubino
performance con frottage

Descrizione opera L’intervento di Giovanni Rubino, inserito all’interno della Giornata Europea della Cultura Ebraica che vedrà una fitta programmazione presso la Sinagoga di Milano, consiste nel replicare l’azione del frottage sulla lapide delle vittime della Shoah presente all’ingresso della Sinagoga. Ai presenti verranno consegnati frammenti dell’opera, come memoria del loro passaggio e invito a ricordare, rendendosi in prima persona testimoni.

Bio artista Attivo dal ’65 come artista impegnato, Giovanni Rubino ha partecipato alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e ad altre manifestazioni internazionali.
Pittore, mec-artista e, dagli anni ’90, video artista e regista, ha alternato l’attività di pittura ad altri mezzi espressivi. Nel 2005 nasce il progetto Farememoria. Utilizzando la tecnica del frottage, Giovanni Rubino cerca per le vie di Milano lapidi dedicate ai caduti della Resistenza e nei campi di concentramento nazisti targhe sulla Shoah.


SHARE I Stazione Centrale, Piazza Duca d’Aosta, ore 10.00-13.00, 14.00-19.00
“Trame” di Ravani & Urrazza
performance urbana

Descrizione opera L’opera Trame è una performance partecipativa che si propone di utilizzare memorie collettive per costruire uno sguardo comune con un orizzonte che vada oltre il luogo ed il tempo nel quale sono nate. Il piazzale della Stazione Centrale, con la sua natura di luogo di passaggio, di transito e di sosta, di incontro e frizione tra culture e storie diverse, appare come luogo ideale nel quale provare ad attivare la memoria.
Sulla pavimentazione del piazzale della Stazione Centrale verranno scritte 23 serie di numeri con dei gessetti. Questi numeri indicano le date dei treni partiti dal Binario 21 verso i lager, quante persone partirono e quante di loro sopravvissero.
I numeri si intersecheranno tra loro utilizzando le cifre in comune, espandendosi nel piazzale senza uno schema prefissato. Durante la scrittura dei numeri ne racconteremo il significato chiedendo ai partecipanti di “prendersi cura” anche per pochi attimi di uno o più numeri e di raccontarli ad altri.
Chi vorrà potrà aggiungere altre date che ritiene significative, legate ad una memoria personale o collettiva, e poi raccontarle e “tramandarle” ad altri.
Trame vuole portare alla luce la cura e la fatica necessarie nel maneggiare un patrimonio delicato come la memoria.
I numeri (per la loro natura apparentemente oggettiva e neutra) sono funzionali ad essere veicolo di più significati per più individui (una stessa data può essere legata a più eventi, più memorie, più emozioni), allo stesso tempo però, nel suo espandersi in trame e collegamenti di cifre, l’opera diventerà sempre più difficile da leggere, sempre più difficile da ricostruire e ricordare.
I numeri che comporranno l’opera svaniranno in poco tempo: calpestati dalla quotidianità e lavati dalla prima pioggia saranno importanti per gli incontri, gli scambi di memoria e i dialoghi che avranno contribuito a creare.

Bio artista Ravani and Urrazza sono un duo artistico con base a Milano formato da Stefano Ravani e Manuel Urrazza. Entrambi nati a Milano nel 1981, hanno iniziato a lavorare insieme nel 2014 unendo formazioni ed interessi diversi, dall’information technology alla storia dell’arte, attraversando scienza, musica, etno-musicologia, geopolitica ed antropologia.
I temi principali della loro ricerca artistica sono lo spazio pubblico ed il potere.
Il punto di giunzione tra questi è l’analisi del ruolo dell’artista e lo scambio di ruoli tra artista e fruitore. Dai loro lavori emerge la volontà di interrogarsi sui confini che il potere dell’arte e dell’artista hanno nella società.


PLAY I Parco Sempione (zona Teatro Burri). Ore 14.00-20.00
“La gioia della Riappropriazione 1975-2019” di Franco Mazzucchelli e Cramum – installazione site specific

Descrizione opera “La gioia della Riappropriazione 1975-2019″. Tra il 1973 e il 1975 Franco Mazzucchelli rende le proprie “azioni” ancora più partecipative: l’opera d’arte secondo l’artista non è infatti il manufatto finale, quanto l’interazione e l’emozione individuale e sociale generata. Con il ciclo delle “riappropriazioni” l’artista realizza delle grandi quanto provvisorie strutture di polietilene tenute gonfiate dalla ventilazione (continua) dell’aria. Le persone possono perciò vivere all’interno di tali sculture effimere: passare, stare, disegnare dentro e fuori il manufatto gonfiabile. L’artista realizza così come una “bolla” in cui vivere al di fuori della frenesia urbana e riappropriarsi tanto dello spazio urbano quanto del proprio tempo. Con questa “azione” Cramum e Franco Mazzucchelli vogliono tornare a rivendicare per i “cittadini” il bisogno e la gioia di riappropriarsi di ciò che siamo e in primis del proprio tempo, anche per pensare. La gioia e la partecipazione furono del resto i motori della “Festa della fraternità e del popolo” promossa dal Antonio Greppi, primo sindaco a Milano del dopoguerra.

Bio artista Franco Mazzucchelli e Cramum dal 2013 hanno collaborato per far rivivere l’arte sociale e l’impegno dell’arte in Italia.  Cramum ha scelto di supportare in particolare il lavoro di Franco Mazzucchelli perché è uno tra i maggiori Maestri dell’arte contemporanea nazionale e internazionale. Nato a Milano il 24 gennaio 1939, Franco Mazzucchelli si diploma nel 1963 in pittura e nel 1966 in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove insegnerà dal 1972 al 2002. Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia. Il Museo del Novecento gli dedica una mostra personale nel 2018 curata da Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti. Noto per le sue opere gonfiabili, Mazzuchelli è uno scultore sui generis, che ha scelto di modellare un elemento che ci dà la vita: l’aria. Nel corso della sua carriera, Mazzucchelli dà vita a lavori giganteschi, altissime sculture d’aria, fino a trenta, quaranta metri, a forme geometriche come la spirale e il cubo, oppure ancora immensi tubi dentro cui poter camminare e giocare. Il fatto di occupare questi spazi in realtà ha un significato profondo. Tra le azioni vanno ricordate: gli “Abbandoni”, strutture gonfiabili in PVC lasciate in luoghi pubblici; le “Riappropriazioni”, che favoriscono la riscoperta dei luoghi pubblici; le “BD” o “Bieca Decorazione”, e il ciclo di opere “Art on Art”.


LEARN I Hotel Regina, Via Santa Margherita 6, ore 14.00-17.00
Itinerario urbano con visita guidata dell’associazione Sui passi della Storia

Descrizione evento Per ogni tappa del percorso, le guide forniranno un quadro storico di riferimento, a partire dalle schede sul sito di MEMI, dando spazio a considerazioni da parte dei partecipanti, ponendo domande dirette e stimolando riflessioni spontanee.
Il percorso prevederà dunque la partecipazione attiva dei partecipanti, che dovranno iscriversi (gratuitamente) all’Associazione “Sui Passi della Storia”.

Queste le tappe dell’itinerario:
1 Albergo Regina;
2 Loggia dei Mercanti;
3 Palazzo Carmagnola – Piccolo Teatro;
4 Piazza San Sepolcro;
5 Via Torino 28;
6 Mensa di Guerra;
7 Palazzo dell’Arcivescovado.

Bio associazione L’Associazione “Sui Passi della Storia” nasce nel 2018 con l’obiettivo di offrire approfondimenti di natura storica e culturale attraverso attività ricreative e didattiche a diverse tipologie di pubblico. Da settembre 2018 a giugno 2019 l’Associazione ha svolto attività didattica di approfondimento sulla storia locale legata alle vicende degli espatri, in particolare di persone di religione ebraica, durante il Ventennio e in particolare dal 1938 al 1945 in due Istituti Superiori, Liceo Scientifico Donegani di Sondrio e l’Istituto Don Milani di Tradate (VA), entrambi territori di confine con la Svizzera.


PLAY I Palazzo Carmagnola – Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, ore ore 18.00 e 19.00
“Stele” di Nudoecrudo Teatro
performance itinerante

Descrizione opera Camminando tra alcuni luoghi simbolo della lotta antifascista nella città di Milano, accompagnati in cuffia da voci e suggestioni.

“Milano è rasa al suolo. Milano è spopolata. Milano è senza lavoro. Milano è impaurita. Milano è disseminata di luoghi dell’orrore.”

Memoria sonora aumentata.  

Un rituale minimo.

Una delicata performance partecipata ed immersiva che indaga la relazione tra spazio urbano, la storia della città e le persone che la vivono. 

Un’azione collettiva che incrocia e coinvolge i passanti, il pubblico e i performer. Una voce bambina, che con semplicità e nessun artificio ci porta a risvegliare un passato attraverso un rituale sensibile, rimettendolo direttamente nelle mani del futuro.

Bio artista Nudoecrudo teatro debutta sulle scene milanesi nel 2001. Progetto di produzione alla ricerca di un linguaggio trasversale alle arti. Attento alla relazione attore-spettatore, si interroga sul suo significato e sulle modalità di accesso all’evento artistico: progetti creati in-situ, one-to-one, audio spettacoli, produzioni dal basso e creazioni partecipate. Nudoecrudo teatro opera prevalentemente nel campo della ricerca vocale e sonora attraverso una fruizione non convenzionale in cui attori, musicisti e tecnici agiscono alla pari. Accanto alla ricerca e alla produzione artistica, Nudoecrudo teatro è attivo come operatore culturale teatrale in stretta sinergia con il territorio sul quale risiede, dando vita negli anni al Suburbia Festival, al bando Up_neA di sostegno alla produzione per giovani compagnie e ad un’articolata serie di progetti pedagogici in contesti aggregativi informali pubblici e privati.